I Criteri Ambientali Minimi sono obbligatori e tutte le considerazioni di opportunità tese a eluderne l’applicazione dovrebbero essere irricevibili. II CAM sui servizi ambientali prevede, dal 2022, per i sacchi acquistati e/o distribuiti per il recupero delle frazioni riciclabili dalla PA (Pubblica Amministrazione), l’omogeneità tra contenuto e contenitore (sacchi in plastica per la raccolta differenziata della plastica, sacchi in carta riciclata per quella della carta, niente sacchi per il vetro).
Sono state diverse le SA (Stazioni Appaltanti) che, dal 2022, hanno eluso quest’obbligo che permette di recuperare in qualità i materiali e riduce, nel tempo, i costi pagati dalle comunità. Anche in questo caso si verifica una grave violazione della par condicio: se la SA decide che la carta va raccolta con i sacchi in plastica, può invitare alle gare d’appalto solo le ditte che trattano tali prodotti.
Altro tema: dopo la partenza del contratto di servizio, è corretto che vengano recepiti gli adeguamenti normativi successivi? Dovrebbe essere così, ma chi vigila? Il principio di omogeneità tra contenitore e contenuto vige dal 2022 ma osserviamo che contratti stipulati, ad esempio, nel 2021 non hanno mai recepito i Cam 2022 permettendo alla PA di continuare a distribuire sacchi in plastica per la raccolta carta.
In caso di contratti quindicennali, si verificano addirittura situazioni irregolari e cristallizzate fino alla naturale scadenza alla quale potrebbe seguire proroga tecnica, rinnovi per ricorsi pendenti e così via. La PA non accetta eventuali aggravi di costi richiamando contratti e PEF (Piano Economico Finanziario), il Ministero competente dichiara di non avere potere sanzionatorio. Ma chi ogni anno valida i PEF, non dovrebbe anche valutarne la coerenza con la normativa attuale? Sumus Italia
continua a restare in attesa di risposte concrete.
Carlo Lusi (Direttore Commerciale Sumus Italia): “Ringraziamo il MASE e le
Associazioni di categoria Cisambiente Confindustria, Assocarta e Comieco che ci stanno aiutando a fare luce su queste situazioni che, oltre a creare un danno ambientale, distorcono il mercato e creano disparità tra territori e aziende”.